La raccolta poetica proposta dall'autore si dipana su due distinti piani evocativi: quello più privato ed intimistico e quello sociale e di denuncia.
Sempre però l'autore si ricorda d'essere poeta e scevro dalla tentazione di salire in cattedra e dettare sermoni e paternali si limita ad aprire squarci di comprensione su mondi, vuoi interiori, vuoi politici nel senso alto del termine, ma sempre e comunque umani!
Di umanità è ricca questa raccolta, ma non nel senso più bieco e povero che normalmente si assegna a questo vocabolo, bensì di quell'infinita ricchezza di sfumature ed accezione che il termine può acquisire quando viene utilizzato per esprimere le infinite sfaccettature dell'essere umano, del suo sentire emotivo e di quello razionale, del suo privato interiore e dell'azione collettiva e sociale che lo fa agire non più come singolo bensì come gruppo organizzato, come struttura sociale.
Il poeta s'incunea in questa ricerca e conduce per mano il lettore attraverso visioni del quotidiano che spesso sono state obliate delle immagini patinate delle pubblicità o misconosciute dagli stessi mezzi d'informazione.
Come non elogiare quel passo poetico dove tutta la forza della lotta di classe si frange contro i dubbi e le titubanze interne dell'essere umano, proprio come l'aria compressa dai vagoni della metropolitana esplode in miriadi di folate improvvise quando il treno giunge alla stazione successiva?
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