Radici umane come appiglio in un universo terreno solcato da lucenti speranze e aride sconfitte, alberi come immagini di personalità mai rassegnate.
I versi di Franco Santamaria, segnati da una forte connotazione pittorica, trasudano vitalità.
Riccardo Condò - www.borgolibrario.it
Franco Santamaria è nato nel 1937 a Tursi, centro della provincia di Matera, in Lucania. Nonostante sia vissuto fin da ragazzo quasi sempre lontano dal luogo di nascita, è rimasto indissolubilmente legato alla sua terra, ritenendola il simbolo dell’annoso e grave malessere di tutto il mondo contadino, privo della necessaria forza ideale per il proprio riscatto.
Da Taranto, dove ha trascorso la sua gioventù, nel 1965 si è trasferito prima a Napoli, poi, nel 1990, nella cittadina della periferia di Napoli, Afragòla, presso il cui I.P.S.S.C.T. (Istituto Professionale di Stato per i Servizi Commerciali e Turistici) ha ricoperto la cattedra di Letteratura Italiana e Storia, fino al collocamento in pensione. Attualmente risiede nella cittadina di Poviglio, in provincia di Reggio Emilia.
Laureato in Lettere e Filosofia, abilitato nell’insegnamento delle Letterature classiche, della Letteratura Italiana e della Storia, ha dedicato il maggior tempo, oltre alla famiglia (tra l’altro, con gravi preoccupazioni e dolore per la salute e perdita della moglie, morta in giovane età dopo lunga malattia), alla scuola, realizzando con studenti e colleghi un magnifico rapporto di amicizia, collaborazione e tensione per una didattica moderna e più vicina ai bisogni dei giovani.
Solo dopo il pensionamento, si è dedicato con maggiore tranquillità e impegno all’attività di poesia, di narrativa e di pittura, oltre che di promozione culturale, che, in precedenza, aveva dovuto porre in secondo piano.
Il sito ufficiale dell'autore è http://www.modulazioni.it
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