Paradiso dei "nipoti dei fiori" o palcoscenico della più sfrenata corruzione e lussuria.
La Rimini di Marco Pasquini sembra capace di assumere la personalità dei personaggi che la popolano, portandola sempre alle estreme conseguenze.
Riccardo Condò - Borgo Librario
“Rimini, ancora” di Marco Pasquini (m.edizioni), in distribuzione dai primi del mese di luglio 2007, già dal titolo fa intuire il riferimento a “Rimini” di Pier Vittorio Tondelli. Nelle prime pagine, la dedica dell’autore allo scrittore reggiano, prematuramente scomparso nel 1991, leva ogni dubbio.
Una ventina d’anni dopo
Rimini è ancora come la raccontavi tu.
Questo libro è un abbraccio
a Pier Vittorio Tondelli
“Rimini, ancora” è la storia parallela di due ragazzi di Bologna, Martino e Anna, poco meno di vent’anni. I due si lasciano all’inizio dell’estate e, in seguito a questa scissione, intraprendono un percorso che dura circa tre mesi, diametralmente opposto, che in comune ha solo i luoghi usati come scenario. Entrambi, infatti, lasciano la Bologna estiva per dirigersi verso Rimini, che l’autore definisce “il più grande divertimentificio italiano”.
Non è e non vuole essere un libro generazionale e non evidenzia alcun contrasto fra generazioni differenti. Sottolinea, invece, la spaccatura che si crea tra una parte della società che vive in modo edonistico ed una, invece, che vive in modo idealistico. Il tutto a prescindere dall’età, dalla fascia sociale e culturale.
I due protagonisti, con le loro scelte, rappresentano questi due modi così differenti di intendere la vita, una visione edonistica e superficiale (Martino) e una visione idealistica e romantica (Anna). Sullo sfondo c’è la Rimini spensierata dell’estate e delle vacanze, con le spiagge, i locali, i concerti, le feste, il sesso.
L’approccio dell’autore è oggettivo e distaccato, non emette giudizi e rappresenta la storia che narra come se fosse un film, senza alcuna analisi introspettiva. L’obiettivo di Pasquini è quello di fare vedere più che sentire. E questo è uno degli aspetti che più lo avvicina e lo accomuna al modo di scrivere di Pier Vittorio Tondelli.
Alla fine del libro, in ogni caso, si capisce quale delle due scelte di vita è quella perdente.
Marco Pasquini, bolognese, 39 anni, da anni fa parte del collettivo de iQuindici. Il suo racconto “Cheers” è compreso nella raccolta curata da Terranullius “Il primo bacio fa schifo”.
“Rimini, ancora” è il suo primo romanzo.
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