Figli di Tenebra è il capitolo conclusivo della Trilogia di Lothar Basler, saga fantasy iniziata nel 2007 con La Lama del Dolore e proseguita nel 2008 con Il Sangue della Terra.
Nel terzo volume l’autore stende le ultime, consistenti pennellate del complesso quadro che raffigura un mondo a più dimensioni.
La superficie è una civiltà medievale articolata in regni e principati che convivono non sempre pacificamente, affrontando epidemie e carestie, producendo e commerciando, pregando dèi diversi e risolvendo problemi simili, un mondo descritto con realismo e gusto del dettaglio, un mondo solido e credibile, popolato, oltre che dagli esseri umani, da orchi, nani, demoni e creature ibride. Un mondo spesso spietato, in cui la violenza e la prepotenza sono strumenti di vita.
Oltre la superficie ci sono le forze costitutive primigenie, il Potere e l’Entropia, che i più ignorano del tutto e solo pochi sanno maneggiare: un gruppo di iniziati che si impegnano per proteggere il mondo dalla forza disgregatrice (l’Entropia) che secoli prima l’ha quasi distrutto, e la setta guidata da Kurt Darheim, che quella forza vuole conquistarla per dare vita a un regno nuovo, di disordine e degenerazione.
Di ciò che sta sotto la superficie Lothar resta all’oscuro fino alla notte in cui Darheim gli svela la sua natura di Figlio del Potere e, per generare in lui il sentimento violento che, solo, può risvegliare la sua forza, tortura e uccide Helena, sua giovanissima moglie, davanti ai suoi occhi. Quello è il punto zero, l’inizio di un cammino fatto di dolore e scoperte, sul mondo, sugli uomini, su se stesso.
Ne La Lama del Dolore Lothar recupera l’arcana spada che gli è stata donata anni prima – uno dei dodici, antichissimi manufatti dotati di un’anima di Potere, ma il solo di cui si abbia notizia – e parte per un viaggio che ha un unico obiettivo: uccidere Kurt per vendicare Helena. Durante il cammino incontra alcuni uomini, un nano e un mezz’orchetto che si uniscono a lui, si scontra con oppositori umani e demoniaci e comincia ad avvicinarsi alla verità. Solo ne Il Sangue della Terra, però, dopo aver attraversato l’oceano ed essere entrato, con la sua compagnia, in una terra devastata dalla guerra e dalla peste, conosce Mighal e i suoi confratelli, giungendo a capire il suo ruolo e quello di Kurt nel Destino del mondo.
Con Figli di Tenebra il cerchio si chiude. La sofferenza diventa quasi insopportabile, l’esito della lotta del tutto imprevedibile e gli ostacoli tanto disumani da portare i protagonisti sull’orlo della follia. Nello stesso tempo, mesi di cammino accanto a Mutio, Rugni, Thorval e Moonz portano a galla la verità di sentimenti senza tempo: amicizia, speranza, paura, coraggio, odio, amore.
L’obiettivo di Lothar è ancora Kurt Darheim, quasi all’apice della potenza e ormai padrone dell’Entropia. Deve raggiungerlo in fretta: al Destino non si può sfuggire, è necessario assecondarlo e costruirlo.
Così, mentre nel mondo l’estate muore, Lothar e la sua compagnia penetrano terre malate, regolate da leggi insondabili e popolate dai figli di un atto di violenza sulla natura stessa: esseri né vivi né defunti in eterna putrescenza, dominati da un’intera casta di vampiri, che li corroderanno nell’anima e nel corpo. Lì, nella Gehenna, dove la sofferenza diventa disperazione, l’odio e l’amore daranno a Lothar la forza, il Potere gli metterà in mano gli strumenti, i ricordi e le perdite saranno la ragione per lottare ancora.
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