«Da piccola credevo che Sebastiano fosse un orco, come quello delle favole, che mi era toccato per padre. La cosa non mi dava molto pensiero, sia perché ero così abituata all’atmosfera delle favole da confonderle con la realtà, sia perché gli orchi non erano poi così cattivi, tant’è vero che spesso si redimevano, come quello de La bella e la bestia o come il rospo che poi diventava principe. Pensavo che tutti ce la potessero fare a vincere la propria natura oscura e quindi anche a lui
davo una possibilità».
Attraverso le esperienze di una bambina che diventa donna, le vicissitudini di un grande artista e
della sua famiglia, fra Roma e la Sicilia, dagli anni Quaranta ai giorni nostri.
Elisabetta Carta debutta giovanissima al teatro di Genova con la regia di L. Squarzina ne La vita di Molière di Bulgakov, per cui vince la “Noce d’Oro” come miglior attrice giovane.
Prosegue la carriera teatrale interpretando innumerevoli ruoli da protagonista, fra cui il personaggio di Desdemona nella prima regia di G. Lavia L’Otello di Shakespeare. Interpreta anche Lady
Macbeth, Fedra e Rosa di Zolfo. Affronta la stagione della prosa televisiva degli anni Settanta interpretando numerose commedie e sceneggiati, anche radiofonici, prestando la voce a Madame Bovary. Nel cinema, con il film L’amore probabilmente di G. Bertolucci, partecipa nel 2001 alla mostra di Venezia. È nata e vive a Roma. Questo è il suo primo romanzo.
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