Un dramma storico tra farsa e tragedia. A distanza di oltre 40 anni “Il Caso Matteotti” , l’inedito teatrale di Franco Cuomo, rappresentato per la prima volta il 13 marzo del 1968 a Roma, viene pubblicato da Bulzoni, su iniziativa della SIAD (società italiana autori drammatici) e in particolare di Maricla Boggio, segretario generale della SIAD e direttore di ‘Ridotto’, storica rivista dell’associazione.
Una folla di 30 personaggi con due mattatori, Benito Mussolini, interpretato da Gianni Musy e Giacomo Matteotti, interpretato da Arnaldo Ninchi.
Il testo di Cuomo, messo in scena da Edmo Fenoglio - al debutto al Teatro della Lungara erano seduti in prima fila anche Nenni e Pertini - fu salutato come “un interessantissimo esperimento teatrale di un giovane talento” da grandi critici come Ghigo De Chiara, Renzo Tian, Vincenzo Talarico, Aggeo Savioli, Giorgio Prosperi, Italo Dragosei. E l’opera difatti occupa un posto speciale nella produzione drammaturgica degli esordi dell’autore: contiene infatti in nuce tutti gli elementi, sia linguistici che strutturali e tematici, che caratterizzeranno la sua produzione successiva, non solo teatrale ma anche letteraria.
“Che si trattasse di lontano Medioevo o dei nostri giorni Cuomo infatti - si legge nella prefazione - amava indagare tra le pieghe e i misteri della storia. E lo faceva con la cura e il rigore scientifico del ricercatore. Ma la passione dello scrittore. E questo gli consentiva di svelare e raccontare verità intuibili e inconfutabili anche se non dimostrabili, perchè libero dall’onere della prova. ‘Laddove la storia - sosteneva - si vela di mistero per mancanza di una documentazione inoppugnabile, laddove la testimonianza di quel che accadde è andata perduta, laddove gli enigmi rimangono tuttora insoluti, là il narratore o il poeta hanno più chance dello storico di avvicinarsi a un embrione di verità plausibile’. Questo il metodo, sperimentato appunto per la prima volta con “Il Caso Matteotti”, nel quale lo scrittore ricostruisce i tragici retroscena del giugno del ’24, dando vita a un personaggio, quello di Mussolini, nevrotico e grottesco. Un personaggio che inaugura la galleria dei grandi protagonisti della sua scrittura, spesso eroi negativi, afflitti da passioni e miserie, esemplari di un’umanità disumana, accecati dalla brama del potere, agitati da contraddizioni estreme, ma sempre, comunque, fuori dagli schemi e dalla ‘normalità’, lontani dal quotidiano rasoterra”.
“La storia è un calendario di delitti, un gioco atroce ‘messo in scena’ dai potenti, che non va subito. Ci sono momenti in cui è un dovere cambiarne il corso. È per questo che bisogna sempre tenere alta la guardia, evitando il sonno delle coscienze e l’anestesia della ragione”. Sono parole di Cuomo, è il messaggio che ha cercato di trasmettere e che arriva fino a noi dal “Caso Matteotti”, ma è anche il messaggio di straordinaria universalità che connota tutta quanta la sua opera, non solo teatrale e letteraria. Basti pensare anche e non a caso - come in un cerchio ideale che si chiude - al suo ultimo saggio, “I Dieci”, un libro che affronta il mistero italiano che si cela dietro l’intoccabilità dei professori che nel 1938 firmarono il ‘Manifesto della Razza’.
Ne “Il Caso Matteotti’’, scandito in tre tempi - Antefatto in Parlamento, Anonima Omicidi, l’Istruttoria - Cuomo “ha voluto provarsi su un doppio binario stilistico - scrisse all’epoca il critico De Chiara: da una parte la fedeltà al documento non elaborato e dall’altra la libertà più assoluta per esprimere in forme di farsa popolare il clima della corte mussoliniana, gli atteggiamenti istrionici del duce, la servile stoltezza di Del Bono, la grinta di Farinacci che risultano spassosamente e lividamente rielaborati in chiave di maschera”.
Cuomo è stato anche membro della giuria del Premio Matteotti, istituito dalla Presidenza del Consiglio nel 2004 per commemorare, a 80 anni dalla morte, la figura del grande politico socialista, martire del fascismo, e mantenerne vivi gli ideali che ne hanno fatto un protagonista della storia del Novecento.
Per maggiori informazioni:
http://www.siadteatro.it/
http://www.francocuomo.it/
Presentazione de “Il
caso Matteotti”, giovedì prossimo 3 dicembre 2009, a
Roma, dalle 17.30 presso la Biblioteca del Burcardo
(via del Sudario 44)
“Il caso Matteotti” è un dramma teatrale di Franco
Cuomo, portato per la prima volta in scena nel 1968
e da allora riproposto sul palcoscenico in numerose
occasioni. L’anno scorso l’editore Bulzoni e la SIAD
(Società Italiana Autori Drammatici) hanno voluto
pubblicare l’opera, sino a quel momento restata
inedita su volume, dando così seguito al premio
(come “opera inedita”, appunto) che nel 2005 il SIAD
assegnò a questo lavoro.
Nel 2007, purtroppo, l’autore della pièce, Franco
Cuomo, è venuto a mancare.
Giornalista e scrittore (due volte finalista al premio
Strega), saggista e drammaturgo, Franco Cuomo è
stato anche, a lungo, giurato del Trofeo RiLL per il
miglior racconto fantastico, e molti suoi testi brevi
sono apparsi nelle antologie connesse al concorso
(collana “Mondi Incantati”, Nexus Editrice). Per
questo non posso non segnalare la presentazione
del 3 novembre.
All’incontro prenderanno parte, fra gli altri, l’autrice e
regista teatrale Maricla Boggio (segretario generale
del SIAD e responsabile del periodico associativo
“Ridotto”) e Ubaldo Soddu, giornalista e critico,
autore teatrale e docente di Metodologia e Critica
dello Spettacolo presso l’Università di Tor Vergata
(Roma).
Sarà inoltre presente l’attore Arnaldo Ninchi, che
nella prima rappresentazione dell’opera
impersonava Giacomo Matteotti, il deputato
socialista ucciso brutalmente nel 1924, pochi giorni
dopo avere pronunciato, alla Camera dei Deputati,
un duro discorso di contestazione dell’effettiva
validità delle elezioni di quell’anno. Proprio il
discorso di Matteotti, e la seduta della Camera in cui
venne pronunciato, costituiscono il primo atto del
dramma di Franco Cuomo, e Arnaldo Ninchi ne
leggerà alcuni passi salienti.
Il volume edito da Bulzoni è arricchito dalle note di
scena della prima rappresentazione, con gli
interventi del regista Edmo Fenoglio, del critico e
produttore Mario Raimondo e dell’autore Franco
Cuomo. Il testo ha inoltre due prefazioni,
rispettivamente di Maricla Boggio e di Velia Iacovino
Cuomo.
“Il caso Matteotti” fu salutato dalla critica, al debutto,
come “un interessantissimo esperimento di un
giovane talento”, e nella successiva articolata
carriera di Franco Cuomo ricopre un ruolo del tutto
peculiare.
Un’opera, insomma, per riflettere, anche sul nostro
tempo, sempre ricordando che “la storia è un
calendario di delitti”, come diceva proprio Franco
Cuomo, riprendendo Oscar Wilde.
Si ringrazia Alberto Panicucci per la segnalazione del libro e la nota sull'evento
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