“L’inverno dell’alveare” (A&B Editrice) del trentaduenne Devis Bellucci esce in questi giorni nelle librerie italiane. Un po’ favola per ragazzi, un po’ romanzo di formazione in chiave entomologica, “L’inverno dell’alveare” racconta del percorso attraverso le stagioni di una giovane ape esploratrice, che va alla ricerca di un modo per superare l’inverno. Continuamente rimproverata per le troppe domande dalle altre api, che lavorano incessantemente altrimenti “l’alveare va in rovina”, la tenera ed ingenua ape cerca altrove le proprie risposte. Si confronta così con esseri di altre specie, che le narrano del loro personalissimo modo di giungere alla primavera. Incontriamo il grande albero dalle quattro foglie che le insegna che “bisogna circondarsi di calore, lasciare cadere le proprie foglie ed essere disposti a diventare come nuovi”, l’acqua placida del fiume, che indossa la sua coperta bianca di ghiaccio per proteggere i pesci sotto di sé, poiché “non si può superare l’inverno senza proteggere qualcuno”, il permaloso uccello migratore, che le suggerisce di “mettersi a guardare lontano, poi di inventarsi delle grandi ali per arrivarci, lontano”. Ma le cose più importanti, la piccola ape le scoprirà da sé, ovvero che “un progetto ed un paracadute non stanno di casa nello stesso cuore”.
“L’inverno dell’alveare” è una storia scritta per adulti e ragazzi con un linguaggio delicato, che oscilla abilmente tra il comico ed il malinconico. Oltre lo stile, teneramente avvincente, rimane al lettore il contenuto: l’interminabile ricerca del proprio ruolo tra gli altri, il valore dell’insegnamento, e la sorprendente scoperta dell’inesorabile ripetersi della natura.
Con questa storia, l’autore Bellucci – che aveva esordito nel 2008 con il romanzo “La memoria al di là del mare” (Giraldi Editore) – confeziona un piccolo gioiello, luminoso e poetico.
L’autore
Devis Bellucci è nato a Vignola nel 1977. Ha studiato fisica all’Università di Modena e Reggio Emilia, dove si è laureato e ha conseguito il Dottorato di Ricerca. Viaggiatore on the road, ha partecipato a campi di volontariato in diversi paesi, tra cui l’Albania, l’India e il Brasile. Appassionato di fotografia, ha raccolto i suoi lavori secondo due percorsi, “Il colore della terra – Impressioni di viaggio” e “Il colore delle stelle – Le strade del pensiero” in parte pubblicata on_line. A fine 2007 è uscito “La memoria al di là del mare” (Giraldi Editore), il suo primo romanzo. Attualmente è assegnista di Ricerca presso il Dipartimento d’Ingegneria dei Materiali e dell’Ambiente dell’Università di Modena e Reggio Emilia, dove si occupa di biomateriali.
www.devisbellucci.it
autore@devisbellucci.it
26 marzo 2010
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