MILANO, giovedì 17 gennaio - Inaugurazione PARTE II
Dal 17 gennaio al 16 febbraio 2008
Aperta da lunedì pomeriggio a sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle
15.30 alle 19.30
L’artista catalano Joanpere Massana si presenta in Italia, a Napoli prima e a Milano poi, con una prestigiosa mostra dal titolo “Il libro dell’acqua”. L’evento, la prima personale che organizza il PAN nelle sue sedi, avrà carattere itinerante e si sposterà a gennaio da Napoli agli spazi espositivi della galleria Il Torchio di Milano per la seconda parte.
Questa nuova serie, successiva alle precedenti: “Il libro degli alberi”, “Un libro per Jana”, “Il libro delle nuvole”, “Il libro dei giochi”, continua approfondendo temi concreti come se si trattasse appunto di un libro.
Per questa esposizione Massana ha realizzato un nesso fra Catalogna e l’Italia attraverso l’acqua.
Come elemento costante di questo ciclo di opere, l’artista intreccia un percorso immaginario tra il fiume del paese in cui vive, il Segre e il mar Mediterraneo.
Questo connubio Catalogna - Italia trova un suggestivo riferimento nella video installazione che verrà proiettata durante l’esposizione; in questo lavoro appare una immagine fissa del fiume: si ode e si vede l’acqua nel suo scorrere continuo, sassi che cadono nell’acqua e la voce di una bambina che chiede dove andranno a finire queste pietre. In un loop incessante, l’immagine si oscura e si sente lo scrosciare della pioggia; riappare il fiume ed il suono della pioggia si fonde con quello del fiume; l’immagine si oscura nuovamente e si ode il rumore del mare che a sua volta si fonde con quello del fiume quando l’immagine fissa sul Segre riappare.
Completano la video installazione una serie di piccoli tavoli bianchi che hanno sulla loro superficie una impronta di bambino/a all’interno della quale vi sono elementi del territorio e della iconografia infantile.
Sarà visibile anche un’altra installazione intitolata “Corpo e anima”, dove la disposizione a forma di uovo di differenti lettere stampate sulla terracotta, cerca riferimenti simbolici con questo elemento con grandi richiami alla mandorla gotico - romanica, e trovando contrapposizione e confronto nella inclusione, a lato dell’uovo, di un orsetto posto sopra un libro; simboli quindi di primario e profondità, di spiritualità e materialismo.
L’esposizione continua con opere su carta con richiami alle pagine di un libro. Le opere, dal titolo “Una piccola parte della storia” I, II, III ecc., presentano pezzi di ceramica, sassi, fossili come elementi di un paesaggio evolutivo dove perennemente rimangono resti che ci parlano del passato.
Infine verranno posti lavori di grande formato su tela e su tavola. Spiccano opere bianche con abbondanza di sfumature come “Tirare un sasso nel fiume e vedere se arriva a Napoli” (150 x 300 cm.), dove appaiono radici che nascono da un’anfora e si confondono con la stessa, sassi del fiume Segre insieme a pietre di natura lavica del Vesuvio. Quest’opera, come molte della serie, rivela un progetto del supporto come elemento oggettivo. In una certa maniera sono come gli altari di marmo che contengono reliquie nascoste e dove si depositano oggetti, scritti, riflessioni, simboli, ex voto etc.
Un’altra opera di grande formato è “Presenze” (150 x 270 cm.) dove le radici tornano ad apparire come elemento di memoria, questa volta in una forma delimitata, come se si trattasse della pianta di una casa. Un pezzo di corteccia con il suo tronco e con la immagine archetipica di una casa, ci rimandano al significato di territorio e del ciclo della natura. Elementi differenti come biglie e coralli ci rimandano a questo viaggio immaginario che propone l’autore, dall’infanzia alla maturità, dal passato al presente, dal fiume al mare.
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